Matteo 5:1–12:
Le beatitudini del Regno
Matteo 5:1–12 (NR2006)
Interpretazione corretta di Matteo 5:1–12
Dopo aver percorso la Galilea predicando il vangelo del regno e radunando discepoli (Matteo 4:18–25), Gesù sale sul monte e comincia a insegnare. Le beatitudini aprono il Sermone sul monte mostrando chi è dichiarato beato nel Regno di Dio e quali promesse gli sono riservate. Gesù presenta una scala di valori molto diversa da quella del mondo: persone povere in spirito, afflitte, mansuete, affamate di giustizia e perseguitate sono dichiarate beate perché Dio agirà in loro favore.
(vv. 1–2)
«1 Gesù, vedendo le folle, salì sul monte e si mise a sedere. I suoi discepoli si accostarono a lui 2 ed egli, aperta la bocca, insegnava loro dicendo:»
Gesù vede le folle, sale sul monte e si mette a sedere. Allora i suoi discepoli si accostano a lui ed egli comincia a insegnare loro.
Stare seduti era una postura abituale per insegnare. I discepoli sono i destinatari immediati dell’insegnamento, anche se le folle rimangono presenti e, alla fine del discorso, reagiranno anch’esse alle sue parole.
Matteo introduce così un ampio insegnamento su come vivere sotto il governo di Dio, il cui Regno Gesù ha appena cominciato a proclamare.
(v. 3)
««Beati i poveri in spirito, perché di loro è il regno dei cieli.»
«Poveri in spirito» descrive coloro che non si presentano davanti a Dio facendo affidamento sulla propria autosufficienza, ma riconoscendo la loro dipendenza da lui.
Non si riferisce semplicemente alla povertà economica né a una scarsa considerazione di sé. È una condizione di umiltà e bisogno davanti a Dio.
Gesù dichiara che «di loro è il regno dei cieli». La prima beatitudine comincia così mostrando che il Regno appartiene a coloro che non fanno affidamento sulla propria grandezza davanti a Dio.
(v. 4)
«Beati quelli che sono afflitti, perché saranno consolati.»
Gesù dichiara beati «quelli che sono afflitti».
Questa afflizione può includere il dolore per il peccato, ma non deve essere limitata soltanto a questo. Comprende il dolore prodotto dal male, dalla perdita, dalla sofferenza e dalla condizione di un mondo che ha ancora bisogno della restaurazione di Dio.
La promessa è che «saranno consolati». Gesù annuncia così la consolazione che Dio porterà con il suo Regno a coloro che ora sperimentano afflizione.
(v. 5)
«Beati i mansueti, perché erediteranno la terra.»
I mansueti sono coloro che non cercano di imporsi mediante orgoglio, violenza o autosufficienza, ma vivono con umiltà e fiducia davanti a Dio.
Gesù riprende quasi letteralmente le parole di Salmi 37:11: «Ma gli umili erediteranno la terra».
Nel Salmo, gli empi sembrano prosperare e dominare per un tempo, ma alla fine sono coloro che confidano in Dio a ricevere l’eredità. Gesù riafferma questo capovolgimento: non saranno coloro che si impongono con la forza, ma i mansueti, a ricevere ciò che Dio ha promesso.
(v. 6)
«Beati quelli che sono affamati e assetati di giustizia, perché saranno saziati.»
Essere «affamati e assetati di giustizia» descrive un desiderio intenso che ciò che è giusto davanti a Dio diventi realtà.
Comprende il desiderio di vivere personalmente secondo la sua volontà, ma anche il desiderio che la giustizia di Dio prevalga in un mondo segnato dal peccato e dall’ingiustizia.
Gesù promette che questa fame non rimarrà insoddisfatta: «saranno saziati». Dio porterà la sua giustizia a compimento.
(v. 7)
«Beati i misericordiosi, perché a loro misericordia sarà fatta.»
I misericordiosi sono coloro che rispondono al bisogno, alla debolezza e alla colpa degli altri con compassione.
Gesù dichiara che ai misericordiosi «misericordia sarà fatta».
Nel Regno di Dio non c’è posto per una religiosità dura e indifferente verso gli altri. La misericordia che Dio apprezza deve caratterizzare anche coloro che vivono sotto il suo governo.
(v. 8)
«Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio.»
La purezza di cuore descrive un’integrità interiore davanti a Dio. Non si tratta soltanto di una condotta esteriore, ma di un cuore senza doppiezza che desidera vivere sinceramente davanti a lui.
Gesù promette che «vedranno Dio».
La beatitudine guarda alla piena comunione con Dio che spetta a coloro che appartengono al suo Regno. È una delle promesse più elevate di tutta la sezione: alla fine saranno alla presenza di colui al quale desiderano piacere.
(v. 9)
«Beati quelli che si adoperano per la pace, perché saranno chiamati figli di Dio.»
Coloro che si adoperano per la pace non sono semplicemente persone che evitano i conflitti. Sono coloro che agiscono per ristabilire la pace e favorire la riconciliazione là dove ci sono divisioni.
Gesù dice che saranno chiamati «figli di Dio». Il loro modo di agire riflette il carattere del Dio la cui opera mira a restaurare e riconciliare.
Non stanno creando il Regno con i propri sforzi, ma manifestano nella loro condotta il carattere proprio di coloro che appartengono al Padre.
(vv. 10–12)
«10 Beati i perseguitati per motivo di giustizia, perché di loro è il regno dei cieli. 11 Beati voi, quando vi insulteranno e vi perseguiteranno e, mentendo, diranno contro di voi ogni sorta di male per causa mia. 12 Rallegratevi e giubilate, perché il vostro premio è grande nei cieli; poiché così hanno perseguitato i profeti che sono stati prima di voi.»
Gesù conclude le beatitudini parlando dei «perseguitati per motivo di giustizia».
La benedizione non riguarda qualsiasi sofferenza, ma l’opposizione subita per essere rimasti fedeli a ciò che è giusto davanti a Dio.
Allora Gesù passa dal parlare in terza persona al rivolgersi direttamente ai suoi discepoli: «Beati voi».
Inoltre, passa da «per motivo di giustizia» a «per causa mia». In questo modo, la fedeltà a Gesù viene inseparabilmente unita alla fedeltà a Dio e alla sua giustizia.
I discepoli che saranno insultati, perseguitati e falsamente accusati per causa di Cristo si trovano in continuità con i profeti che furono anch’essi perseguitati per essere rimasti fedeli a Dio.
Per questo Gesù può comandare loro di rallegrarsi e giubilare. L’opposizione umana non determina la loro vera condizione davanti a Dio: «il vostro premio è grande nei cieli».
È significativo che la prima e l’ultima beatitudine di questa serie siano incorniciate dalla stessa promessa: «di loro è il regno dei cieli». Il Regno appartiene già a queste persone, anche se molte delle promesse descritte da Gesù —consolazione, eredità, sazietà e visione di Dio— guardano ancora al loro pieno compimento.
Implicazioni
- Il Regno capovolge i criteri umani di benedizione: Gesù chiama beate persone che il mondo può considerare deboli, afflitte o sconfitte.
- Il Regno appartiene a coloro che dipendono da Dio: i poveri in spirito non fanno affidamento sulla propria autosufficienza.
- Dio promette restaurazione a coloro che ora soffrono e desiderano la giustizia: la consolazione, l’eredità e la sazietà verranno da lui.
- La vita del discepolo deve riflettere misericordia, purezza e pace: queste qualità appartengono a coloro che vivono sotto il governo di Dio.
- La fedeltà a Gesù può portare persecuzione: soffrire per causa di Cristo pone i suoi discepoli in continuità con i profeti.
Applicazioni
- Riconosci la tua dipendenza da Dio: non presentarti davanti a lui confidando nella tua autosufficienza.
- Non perdere la speranza quando attraversi l’afflizione: Gesù promette che il dolore non avrà l’ultima parola.
- Desidera ciò che è giusto davanti a Dio: desidera sia vivere rettamente sia vedere stabilita la sua giustizia.
- Pratica misericordia, purezza e pace: lascia che il Regno si rifletta nel tuo rapporto con gli altri.
- Rimani fedele a Cristo anche quando incontri opposizione: l’approvazione di Dio vale più del riconoscimento umano.
Riassunto
In Matteo 5:1–12, Gesù apre il Sermone sul monte dichiarando chi è veramente beato nel Regno di Dio. I poveri in spirito, quelli che sono afflitti, i mansueti e gli affamati e assetati di giustizia ricevono promesse di consolazione, eredità e sazietà. I misericordiosi, i puri di cuore e coloro che si adoperano per la pace manifestano qualità proprie di chi vive sotto il governo di Dio. Infine, Gesù dichiara beati coloro che sono perseguitati per motivo di giustizia e per causa sua, ponendoli in continuità con i profeti. Il Regno appartiene già a loro, anche se molte delle sue promesse attendono ancora il loro pieno compimento.
Preghiera
Padre nostro, ti ringraziamo perché Gesù Cristo ci insegna chi è veramente beato davanti a te.
Rendici umili e dipendenti da te, dacci fame di giustizia e forma in noi misericordia, purezza e un vero desiderio di pace.
Consola coloro che sono afflitti e fortificaci quando vivere fedelmente davanti a te porta opposizione.
Aiutaci a considerare la tua approvazione più preziosa del riconoscimento degli uomini e a confidare nelle promesse che hai dato a coloro che appartengono al tuo Regno.
Fa’ che la nostra vita rifletta sempre di più il carattere che Gesù Cristo insegnò ai suoi discepoli.
Te lo chiediamo nel nome del nostro Signore Gesù Cristo. Amen.
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