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Matteo 2:19–23:
Il ritorno dall’Egitto e l’insediamento a Nazaret

19 Dopo la morte di Erode, un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe, in Egitto, e gli disse: 20 «Àlzati, prendi il bambino e sua madre, e va' nel paese d'Israele; perché sono morti coloro che cercavano di uccidere il bambino». 21 Egli, alzatosi, prese il bambino e sua madre, e rientrò nel paese d'Israele. 22 Ma, udito che in Giudea regnava Archelao al posto di Erode, suo padre, ebbe paura di andare là; e, avvertito in sogno, si ritirò nella regione della Galilea 23 e venne ad abitare in una città detta Nazaret, affinché si adempisse quello che era stato detto dai profeti, che egli sarebbe stato chiamato Nazareno.
Matteo 2:19–23 (NR2006)

Interpretazione corretta di Matteo 2:19–23

Dopo aver mostrato come Gesù fu portato in Egitto per sfuggire a Erode (Matteo 2:13–18), Matteo racconta ora il suo ritorno nel paese d’Israele. La storia continua a richiamare l’esodo: il Figlio esce dall’Egitto e torna nel paese dopo la morte di coloro che cercavano di ucciderlo. Tuttavia, il pericolo in Giudea conduce infine la famiglia a Nazaret, dove Gesù crescerà. Matteo conclude così il racconto dell’infanzia mostrando che anche questi avvenimenti fanno parte dell’adempimento delle Scritture e preparano il luogo dal quale il Messia sarà conosciuto.

(vv. 19–20)
«19 Dopo la morte di Erode, un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe, in Egitto, e gli disse: 20 «Àlzati, prendi il bambino e sua madre, e va' nel paese d'Israele; perché sono morti coloro che cercavano di uccidere il bambino».»

Dopo la morte di Erode, Dio parla nuovamente a Giuseppe mediante un sogno e gli ordina di tornare con Gesù e Maria nel paese d’Israele.

Le parole «sono morti coloro che cercavano di uccidere il bambino» ricordano in modo notevole ciò che Dio disse a Mosè quando terminò il pericolo che lo teneva lontano dall’Egitto: «sono morti tutti quelli che cercavano di toglierti la vita» (Esodo 4:19).

Questo parallelo prosegue il collegamento che Matteo ha stabilito con la storia dell’esodo. Erode aveva agito in modo simile al faraone ordinando la morte dei bambini, Gesù era stato preservato e portato in Egitto, e ora ritorna dopo la morte di colui che cercava di ucciderlo.

Matteo presenta così la storia di Gesù servendosi di schemi ben noti della storia d’Israele e di Mosè, preparando il lettore a una nuova fase dell’opera di Dio per mezzo del Messia.

(v. 21)
«Egli, alzatosi, prese il bambino e sua madre, e rientrò nel paese d'Israele.»

Giuseppe risponde ancora una volta ubbidendo immediatamente all’istruzione ricevuta.

Come aveva portato il bambino in Egitto quando era stato avvertito del pericolo, ora lo riporta nel paese d’Israele quando Dio gli indica che può tornare.

Il racconto continua così a mostrare la costante ubbidienza di Giuseppe nel compito che Dio gli aveva affidato.

(v. 22)
«Ma, udito che in Giudea regnava Archelao al posto di Erode, suo padre, ebbe paura di andare là; e, avvertito in sogno, si ritirò nella regione della Galilea»

Al suo ritorno, Giuseppe viene a sapere che Archelao, uno dei figli di Erode, regna in Giudea.

Archelao era noto per la sua durezza, perciò il timore di Giuseppe davanti alla possibilità di stabilirsi là è comprensibile.

Allora Dio lo avverte nuovamente in sogno e Giuseppe si ritira nella regione della Galilea.

La famiglia non finisce per stabilirsi in Giudea, nei pressi di Betlemme, ma in una regione diversa, preparando così lo scenario nel quale Gesù crescerà e in seguito inizierà il suo ministero.

(v. 23)
«e venne ad abitare in una città detta Nazaret, affinché si adempisse quello che era stato detto dai profeti, che egli sarebbe stato chiamato Nazareno.»

Giuseppe si stabilisce infine a Nazaret, in Galilea, dove Gesù crescerà.

Questa dichiarazione di adempimento è diversa dalle precedenti. Matteo non dice «per mezzo del profeta», indicando un testo specifico, ma «dai profeti», e nell’Antico Testamento non esiste una frase che dica letteralmente: «sarà chiamato Nazareno».

Perciò, probabilmente, Matteo sta riassumendo un tema profetico oppure utilizza un’associazione nota ai suoi lettori.

Una possibilità è che «Nazareno» sia collegato alla condizione umile e disprezzata che avrebbe caratterizzato il Messia. Nazaret era un luogo tenuto in scarsa considerazione, e Gesù sarebbe stato in seguito disprezzato e respinto, come i profeti avevano annunciato riguardo al Servo di Dio.

È stata inoltre osservata una possibile relazione con Isaia 11:1, dove il discendente di Davide viene chiamato un «germoglio»netzer in ebraico— che sarebbe spuntato dal tronco di Isai. Se questa è l’allusione, Matteo starebbe collegando nuovamente Gesù di Nazaret al discendente davidico promesso.

Non è possibile stabilire con assoluta certezza quale di queste associazioni Matteo abbia principalmente in mente. Ciò che rende chiaro è che persino l’identificazione di Gesù come «Nazareno» si accorda con il ritratto del Messia annunciato dai profeti.

Implicazioni

  • Gesù continua a ripercorrere la storia d’Israele: esce dall’Egitto e torna nel paese, proseguendo lo schema che Matteo ha sviluppato finora.
  • Gesù presenta anche dei paralleli con Mosè: ritorna dopo la morte di coloro che cercavano di ucciderlo, usando persino un linguaggio che richiama Esodo 4:19.
  • L’opposizione non può impedire la missione del Messia: Erode muore e Gesù continua ad avanzare verso lo scopo per il quale è venuto.
  • Le Scritture convergono in Gesù in modi diversi: Matteo riconosce nella sua vita tanto profezie quanto schemi e temi annunciati in precedenza.
  • Il Messia entra nella storia da una posizione umile: Gesù sarà conosciuto come il Nazareno, un’identificazione che accompagnerà in seguito il suo ministero.

Applicazioni

  • Ubbidisci quando la volontà di Dio è chiara: Giuseppe risponde ripetutamente alla parola che riceve.
  • Non permettere che circostanze umili ti inducano a disprezzare l’opera di Dio: Gesù crebbe essendo conosciuto come un uomo di Nazaret.
  • Confida nella fedeltà di Dio davanti all’opposizione: coloro che cercarono di distruggere il Messia non poterono impedire la sua missione.
  • Leggi le Scritture riconoscendo le loro diverse forme di adempimento: le promesse e i grandi schemi biblici trovano la loro pienezza in Cristo.
  • Non giudicare Cristo secondo criteri umani di prestigio: il Re promesso crebbe in un luogo che molti avrebbero considerato insignificante.

Riassunto

In Matteo 2:19–23, dopo la morte di Erode, Dio ordina a Giuseppe di tornare con Gesù e Maria nel paese d’Israele. Le parole «sono morti coloro che cercavano di uccidere il bambino» ricordano il ritorno di Mosè dopo la morte di coloro che cercavano di ucciderlo, continuando così i paralleli con la storia dell’esodo. A causa del regno di Archelao, la famiglia si dirige infine in Galilea e si stabilisce a Nazaret. Matteo afferma che in questo modo si adempie ciò che era stato detto «dai profeti» riguardo al fatto che il Messia sarebbe stato chiamato Nazareno. Sebbene il riferimento preciso non possa essere identificato con certezza in un unico testo profetico, Matteo mostra che persino questa umile identificazione di Gesù si accorda con il ritratto del Messia annunciato nelle Scritture.

Preghiera

Padre nostro, ti ringraziamo perché hai preservato Gesù Cristo e hai adempiuto fedelmente ciò che avevi annunciato riguardo al Messia.

Grazie perché nessuna opposizione poté impedire la missione del tuo Figlio e perché in Lui vediamo giungere al loro compimento le promesse e la storia che avevi rivelato nelle Scritture.

Dacci un cuore ubbidiente come quello di Giuseppe e insegnaci ad accogliere la tua Parola con umiltà.

Preservaci anche dal giudicare secondo il prestigio e le apparenze, ricordando che Gesù, nostro Re, accettò di essere conosciuto come il Nazareno.

Aiutaci a riconoscere con sempre maggiore chiarezza come le Scritture conducano a Cristo e a seguirlo con ubbidienza e fiducia.

Te lo chiediamo nel nome del nostro Signore Gesù Cristo. Amen.

Autore dello studio: Enrique Contreras
Testo biblico utilizzate

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