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Giovanni 5:30–35:
La testimonianza riguardo al Figlio

30 Io non posso fare nulla da me stesso; come odo, giudico, e il mio giudizio è giusto, perché cerco non la mia propria volontà, ma la volontà di colui che mi ha mandato. 31 «Se io rendo testimonianza di me stesso, la mia testimonianza non è vera. 32 Vi è un altro che rende testimonianza di me; e so che la testimonianza che egli rende di me è vera. 33 Voi avete mandato a interrogare Giovanni, ed egli ha reso testimonianza alla verità. 34 Io però la testimonianza non la ricevo da un uomo, ma dico questo affinché voi siate salvati. 35 Egli era la lampada ardente e splendente, e voi avete voluto rallegrarvi per breve tempo alla sua luce.
Giovanni 5:30–35 (NR2006)

La corretta interpretazione di Giovanni 5:30–35

Dopo aver parlato della propria autorità di dare vita e giudicare (Giovanni 5:24–29), Gesù continua spiegando come agisce e su quale fondamento si stabilisce la testimonianza che lo riguarda. L'attenzione si sposta ora sul rapporto con il Padre e sulla testimonianza che conferma chi egli è.

(v. 30)
«Io non posso fare nulla da me stesso; come odo, giudico, e il mio giudizio è giusto, perché cerco non la mia propria volontà, ma la volontà di colui che mi ha mandato.»

Gesù ribadisce ciò che aveva già affermato in precedenza (Giovanni 5:19).

Dichiara di non agire da sé stesso. Il suo operato e il suo giudizio sono completamente legati a ciò che «ode».

Afferma poi che il suo giudizio è giusto. La ragione è chiara: non cerca la propria volontà, ma la volontà di colui che lo ha mandato.

Il versetto mostra che la giustizia del suo giudizio deriva dalla sua perfetta conformità alla volontà del Padre.

(v. 31)
««Se io rendo testimonianza di me stesso, la mia testimonianza non è vera.»

Gesù introduce il tema della testimonianza.

Non sta dicendo che la propria testimonianza sia falsa, ma che, secondo il criterio legale, la testimonianza resa da una persona riguardo a sé stessa non è sufficiente come conferma.

Questo prepara l'argomento successivo: la presenza di altre testimonianze che confermano chi egli è.

(v. 32)
«Vi è un altro che rende testimonianza di me; e so che la testimonianza che egli rende di me è vera.»

Gesù afferma di non essere solo nella testimonianza che lo riguarda.

Dice che «vi è un altro» che rende testimonianza di lui e afferma che tale testimonianza è vera.

Sebbene in questo versetto non venga ancora precisato pienamente chi sia, il contesto indica il Padre come il testimone principale, aspetto che verrà sviluppato più avanti.

(v. 33)
«Voi avete mandato a interrogare Giovanni, ed egli ha reso testimonianza alla verità.»

Gesù introduce una testimonianza che essi stessi conoscono.

Fa riferimento a Giovanni, che essi avevano mandato a interrogare (Giovanni 1:19–27).

Afferma che Giovanni «ha reso testimonianza alla verità», riconoscendo così la validità della sua testimonianza.

(v. 34)
«Io però la testimonianza non la ricevo da un uomo, ma dico questo affinché voi siate salvati.»

Gesù chiarisce che la sua identità non dipende dalla testimonianza umana.

Sebbene menzioni Giovanni, non lo fa perché abbia bisogno della sua approvazione, ma «affinché voi siate salvati».

Utilizza dunque quella testimonianza come punto di riferimento per loro, poiché essi la conoscevano.

Il suo scopo non è difendere sé stesso, ma condurli a una risposta corretta.

(v. 35)
«Egli era la lampada ardente e splendente, e voi avete voluto rallegrarvi per breve tempo alla sua luce.»

Gesù descrive Giovanni come «la lampada».

Questo indica che Giovanni non è la luce in sé stessa, ma colui che la riflette e la indica.

Il testo afferma che era «la lampada ardente e splendente», mostrando che la sua testimonianza fu chiara e visibile.

Gesù aggiunge tuttavia: «voi avete voluto rallegrarvi per breve tempo alla sua luce».

Questo indica che la loro risposta fu temporanea e superficiale. Vi fu un'accoglienza iniziale, ma non una perseveranza duratura.

Il versetto mostra che, anche davanti a una testimonianza chiara, la risposta può essere soltanto passeggera.

Implicazioni

  • Gesù agisce in totale dipendenza dal Padre: il suo giudizio è giusto perché non cerca la propria volontà.
  • La testimonianza è fondamentale: l'identità di Gesù viene confermata da molteplici testimoni.
  • Il Padre è il testimone principale: sebbene qui venga introdotto indirettamente, l'argomento conduce verso di lui.
  • La testimonianza umana è limitata: può indicare la verità, ma non ne costituisce il fondamento definitivo.
  • La risposta umana può essere temporanea: l'esempio di Giovanni mostra un'accoglienza che non persevera.

Applicazioni

  • Riconosci l'autorità di Cristo: il suo giudizio è giusto perché è conforme alla volontà del Padre.
  • Presta attenzione alla testimonianza resa da Dio: egli non ci ha lasciati senza prove riguardo a chi è Gesù.
  • Non dipendere soltanto da riferimenti esteriori: è necessario andare oltre la testimonianza umana.
  • Esamina la perseveranza della tua risposta: il testo mostra che essa può essere soltanto temporanea.
  • Riconosci lo scopo del messaggio: Gesù parla affinché vi sia salvezza.

Riassunto

In Giovanni 5:30–35, Gesù afferma di non agire da sé stesso, ma in perfetta dipendenza dal Padre, e per questo il suo giudizio è giusto. Introduce poi il tema della testimonianza, spiegando che non vi è soltanto la testimonianza che egli rende di sé stesso, ma che altri rendono testimonianza di lui. Menziona Giovanni come un testimone da loro riconosciuto, sebbene chiarisca che la sua identità non dipende dalla testimonianza umana. Giovanni era la lampada ardente e splendente, ma la loro risposta alla sua luce fu soltanto temporanea. Il racconto mostra che Dio ha reso testimonianza riguardo al Figlio, ma che la risposta umana a tale testimonianza non sempre persevera.

Preghiera

Padre nostro, ti ringraziamo perché hai reso testimonianza riguardo a tuo Figlio e non ci hai lasciati senza prove di chi egli è.

Signore, aiutaci a riconoscere la verità che hai rivelato e a non fermarci a una risposta superficiale o passeggera. Donaci un cuore saldo che perseveri in ciò che tu hai mostrato.

Concedici di comprendere che la vera guida viene da te e conducici a rispondere correttamente alla testimonianza che hai reso riguardo a Gesù Cristo.

Te lo chiediamo nel nome del nostro Signore Gesù Cristo. Amen.

Autore dello studio: Enrique Contreras
Testo biblico utilizzate

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