Giovanni 5:19–23:
Il rapporto del Figlio con il Padre e la sua autorità
Giovanni 5:19–23 (NR2006)
La corretta interpretazione di Giovanni 5:19–23
Dopo che i Giudei hanno compreso che Gesù si faceva uguale a Dio (Giovanni 5:18), Gesù risponde spiegando il proprio rapporto con il Padre. Le sue parole non negano tale rapporto, ma lo sviluppano, mostrando come il Figlio agisca in relazione con il Padre.
(v. 19)
«Gesù quindi rispose e disse loro: «In verità, in verità vi dico che il Figlio non può da se stesso fare cosa alcuna, se non ciò che vede fare dal Padre; perché le cose che il Padre fa, anche il Figlio le fa ugualmente.»
Gesù introduce la propria dichiarazione con un'affermazione solenne: «In verità, in verità vi dico».
Anzitutto stabilisce un limite: «il Figlio non può da se stesso fare cosa alcuna». Questo non indica incapacità, ma significa che la sua azione non è indipendente dal Padre.
Poi spiega: «se non ciò che vede fare dal Padre». Il suo operare, dunque, è completamente legato a ciò che il Padre compie.
Infine aggiunge: «le cose che il Padre fa, anche il Figlio le fa ugualmente». Questo non parla soltanto di dipendenza, ma di una piena corrispondenza.
Il versetto mostra che il Figlio agisce in perfetta unità con il Padre, compiendo le stesse opere.
(v. 20)
«Perché il Padre ama il Figlio e gli mostra tutto quello che egli fa; e gli mostrerà opere maggiori di queste, affinché ne restiate meravigliati.»
Qui viene spiegato il fondamento di questo rapporto.
Il testo afferma che «il Padre ama il Figlio», introducendo un rapporto personale tra loro.
Per questo il Padre «gli mostra tutto quello che egli fa». Ciò rafforza l'idea che il Figlio agisca secondo ciò che il Padre gli mostra.
Gesù aggiunge poi che il Padre gli mostrerà «opere maggiori di queste». Questo indica che ciò che hanno visto fino a quel momento non costituisce il limite.
Lo scopo viene espresso chiaramente: «affinché ne restiate meravigliati». Queste opere avranno dunque un effetto evidente su coloro che le osserveranno.
(v. 21)
«Infatti, come il Padre risuscita i morti e li vivifica, così anche il Figlio vivifica chi vuole.»
Gesù introduce un confronto diretto.
Anzitutto afferma riguardo al Padre che «risuscita i morti e li vivifica».
Poi attribuisce la stessa azione al Figlio: «così anche il Figlio vivifica».
Il parallelismo è chiaro. L'azione attribuita al Padre viene attribuita anche al Figlio.
Viene inoltre aggiunto «chi vuole», indicando che il Figlio agisce con autorità nel dare vita.
Il versetto mostra che il Figlio non si limita a imitare il Padre, ma partecipa alla stessa azione di vivificare.
(v. 22)
«Inoltre, il Padre non giudica nessuno, ma ha affidato tutto il giudizio al Figlio,»
Qui viene introdotto un altro aspetto: il giudizio.
Il testo afferma che il Padre «non giudica nessuno», nel senso che ha affidato questa funzione al Figlio.
Dichiara infatti che «tutto il giudizio» è stato affidato al Figlio.
Questo indica che il Figlio possiede autorità in una funzione che appartiene a Dio.
(v. 23)
«affinché tutti onorino il Figlio come onorano il Padre. Chi non onora il Figlio non onora il Padre che lo ha mandato.»
Il versetto spiega lo scopo di quanto è stato appena affermato.
L'obiettivo è che «tutti onorino il Figlio come onorano il Padre».
L'espressione «come» stabilisce una corrispondenza diretta. L'onore reso al Padre deve essere reso anche al Figlio.
Segue poi un'affermazione negativa: «Chi non onora il Figlio non onora il Padre».
Questo mostra che non è possibile separare il rapporto con il Padre dal rapporto con il Figlio.
Il versetto conclude l'argomento sottolineando che riconoscere il Figlio è essenziale.
Implicazioni
- Il Figlio agisce in perfetta unità con il Padre: non vi è indipendenza né contraddizione tra loro.
- Il Padre mostra la propria opera al Figlio: il rapporto tra loro è diretto e completo.
- Il Figlio ha autorità di dare vita: partecipa a un'azione attribuita al Padre.
- Il giudizio è stato affidato al Figlio: egli possiede l'autorità di giudicare.
- L'onore reso al Figlio è inseparabile dall'onore reso al Padre: non è possibile riconoscere l'uno senza l'altro.
Applicazioni
- Riconosci l'unità tra il Padre e il Figlio: ciò che Gesù compie rivela ciò che il Padre compie.
- Attribuisci valore a ciò che Gesù rivela di sé stesso: le sue parole mostrano la sua identità e la sua autorità.
- Non separare il Padre dal Figlio: il rapporto con Dio passa attraverso la risposta al Figlio.
- Riconosci l'autorità di Cristo sulla vita: egli vivifica chi vuole.
- Esamina se onori il Figlio: il testo mostra che questo è essenziale.
Riassunto
In Giovanni 5:19–23, Gesù risponde spiegando il proprio rapporto con il Padre. Afferma di non agire da sé stesso, ma in perfetta unità con ciò che il Padre compie. Il Padre gli mostra tutte le proprie opere e il Figlio partecipa ad azioni che appartengono a Dio, come vivificare ed esercitare il giudizio. Tutto questo ha lo scopo che il Figlio venga onorato come viene onorato il Padre. Il testo stabilisce che il rapporto con il Padre è direttamente legato al riconoscimento del Figlio.
Preghiera
Padre nostro, ti ringraziamo perché per mezzo di tuo Figlio hai fatto conoscere la tua opera e il tuo proposito.
Signore, aiutaci a comprendere il rapporto che hai rivelato tra il Padre e il Figlio e a non separare ciò che tu hai unito. Donaci un cuore che onori Cristo come tu hai stabilito.
Concedici di riconoscere la sua autorità di dare vita e il suo ruolo in tutto ciò che gli hai affidato. Aiutaci inoltre a rispondere correttamente a tuo Figlio, sapendo che in lui si manifesta la tua volontà.
Te lo chiediamo nel nome del nostro Signore Gesù Cristo. Amen.
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