Giovanni 4:39–45:
I Samaritani credono per la parola di Gesù
Giovanni 4:39–45 (NR2006)
La corretta interpretazione di Giovanni 4:39–45
Dopo l'incontro di Gesù con la donna samaritana (Giovanni 4:1–38), il racconto mostra l'effetto della sua testimonianza sulla città e come si sviluppa la risposta dei Samaritani. In seguito, l'attenzione si sposta sul ritorno di Gesù in Galilea, introducendo un contrasto nel modo in cui viene accolto.
(v. 39)
«Molti Samaritani di quella città credettero in lui a motivo della testimonianza resa da quella donna: «Egli mi ha detto tutto quello che ho fatto».»
Il versetto comincia mostrando l'effetto della testimonianza della donna.
Il testo afferma che «molti Samaritani di quella città credettero in lui a motivo della testimonianza resa da quella donna». Il punto iniziale della loro risposta, dunque, non è un incontro diretto con Gesù, ma ciò che hanno udito riguardo a lui.
Il contenuto della testimonianza è concreto: «Egli mi ha detto tutto quello che ho fatto». Questo si collega a quanto era avvenuto in precedenza (Giovanni 4:29), quando la donna aveva riconosciuto che Gesù conosceva la sua vita.
Il testo mostra così che la testimonianza personale può servire come mezzo per condurre altri verso Gesù, ma non costituisce ancora il punto conclusivo del percorso.
(v. 40)
«Quando dunque i Samaritani andarono da lui, lo pregarono di trattenersi da loro; ed egli si trattenne là due giorni.»
Il racconto procede dall'udire parlare di Gesù all'andare personalmente da lui.
I Samaritani non si fermano alla testimonianza della donna, ma cercano direttamente Gesù. Inoltre, lo pregano di trattenersi da loro.
Il fatto che Gesù si trattenga là «due giorni» indica che vi fu un periodo prolungato di insegnamento e comunione, sebbene il testo non descriva nei particolari ciò che avvenne durante quel tempo.
Questo versetto mostra una transizione: dalla testimonianza indiretta al contatto diretto con Gesù.
(v. 41)
«E molti di più credettero a motivo della sua parola»
Qui viene introdotto uno sviluppo importante.
Ora non si tratta soltanto di coloro che avevano creduto per la testimonianza della donna, ma di «molti di più» che credono «a motivo della sua parola».
L'enfasi cambia chiaramente: il fondamento non è più ciò che qualcuno ha detto riguardo a Gesù, ma ciò che Gesù stesso dice.
Il testo sottolinea così la centralità della parola di Gesù come fondamento della loro risposta.
(v. 42)
«e dicevano alla donna: «Non è più a motivo di quello che tu ci hai detto, che crediamo; perché noi stessi abbiamo udito e sappiamo che questi è veramente il Salvatore del mondo».»
I Samaritani esprimono chiaramente il cambiamento avvenuto.
Anzitutto riconoscono il valore della testimonianza iniziale: «Non è più a motivo di quello che tu ci hai detto, che crediamo». Non la negano, ma mostrano di essere andati oltre quel punto.
Poi affermano: «Noi stessi abbiamo udito». Questo sottolinea il loro incontro diretto con la parola di Gesù.
L'espressione «sappiamo» indica una convinzione ferma, fondata su ciò che hanno udito personalmente.
Infine formulano una dichiarazione fondamentale: «Questi è veramente il Salvatore del mondo».
Questo titolo è significativo. Essi riconoscono Gesù come «il Salvatore del mondo». L'affermazione estende la portata della sua opera oltre Israele e si collega all'uso ripetuto del termine «mondo» nel Vangelo, come in Giovanni 3:16–17.
Il testo mostra così una comprensione che è cresciuta: dalla testimonianza di una donna a una convinzione personale riguardo all'identità di Gesù.
(v. 43)
«Trascorsi quei due giorni, egli partì di là per la Galilea;»
Il racconto cambia scenario.
Dopo il periodo trascorso con i Samaritani, Gesù continua il proprio cammino verso la Galilea. Questo movimento si collega a quanto era già stato indicato in precedenza (Giovanni 4:3).
(v. 44)
«poiché Gesù stesso aveva attestato che un profeta non è onorato nella sua patria.»
Questo versetto introduce una dichiarazione che prepara quanto segue.
Il testo ricorda una testimonianza resa da Gesù stesso: «Un profeta non è onorato nella sua patria».
Questo crea un'aspettativa nel lettore: si preannuncia un'accoglienza che non corrisponde necessariamente a un pieno riconoscimento.
(v. 45)
«Quando dunque giunse in Galilea, fu accolto dai Galilei, perché avevano visto le cose che egli aveva fatte in Gerusalemme durante la festa; essi pure infatti erano andati alla festa.»
A prima vista sembra esserci una buona accoglienza: i Galilei accolsero Gesù.
Il testo, però, ne spiega la ragione: avevano visto le cose che egli aveva fatte in Gerusalemme durante la festa.
La loro accoglienza, dunque, si fonda su ciò che hanno visto delle sue opere, non sulla sua parola.
Questo contrasta con ciò che è avvenuto in Samaria:
- I Samaritani procedono dalla testimonianza alla parola di Gesù.
- I Galilei lo accolgono per ciò che hanno visto.
Il versetto introduce così una tensione: sebbene vi sia accoglienza, essa non implica necessariamente un riconoscimento profondo di chi sia Gesù.
Questo si collega al principio menzionato nel versetto precedente: la mancanza di onore nella propria patria.
Implicazioni
- La testimonianza può condurre altri a Gesù: Dio usa la testimonianza umana come mezzo iniziale.
- La parola di Gesù è il fondamento principale: il testo mostra un progresso dalla testimonianza alla parola diretta di Cristo.
- Gesù è il Salvatore del mondo: i Samaritani riconoscono che la sua missione non è limitata a un solo popolo, ma ha una portata universale.
- Non ogni accoglienza è uguale: il racconto distingue tra una risposta fondata sulla parola e una fondata sui segni visibili.
- La risposta alla testimonianza di Gesù rivela il cuore: ciò che muove una persona, la parola o i segni, manifesta la natura della sua risposta.
Applicazioni
- Attribuisci valore alla testimonianza, ma cerca la parola di Cristo: ascoltare gli altri può avvicinarti a Gesù, ma è necessario udire direttamente lui.
- Non fermarti a ciò che è superficiale: vedere manifestazioni esteriori non è sufficiente; la risposta deve essere incentrata su ciò che Gesù dice.
- Permetti alla tua comprensione di crescere: il racconto mostra uno sviluppo da una comprensione iniziale a una convinzione più profonda.
- Riconosci Cristo come viene presentato: egli è il Salvatore del mondo, non è limitato a un gruppo particolare.
- Esamina il fondamento della tua risposta: è importante considerare se essa si basa sulla parola di Gesù o su elementi esteriori.
Riassunto
In Giovanni 4:39–45 viene presentato il risultato dell'incontro di Gesù con la donna samaritana. Molti credono inizialmente a motivo della sua testimonianza, ma in seguito molti di più credono a motivo della parola di Gesù e giungono a riconoscerlo come il Salvatore del mondo. Dopo questo, Gesù va in Galilea, dove viene accolto da coloro che avevano visto le sue opere a Gerusalemme. Il testo stabilisce così un contrasto tra una risposta fondata sulla parola di Cristo e un'altra fondata su ciò che è stato visto, mostrando che non ogni accoglienza implica la stessa comprensione di chi sia Gesù.
Preghiera
Padre nostro, ti ringraziamo perché hai fatto conoscere tuo Figlio e hai permesso che molti giungessero a riconoscere chi egli è per mezzo della sua parola.
Signore, aiutaci a non fermarci a ciò che dicono gli altri, ma a udire direttamente la voce di Cristo. Concedici di crescere nella comprensione, passando da una conoscenza iniziale a una convinzione ferma, fondata su ciò che egli stesso ha rivelato.
Preserva il nostro cuore dal fermarsi a ciò che è superficiale o esteriore e conducici a rispondere correttamente a tuo Figlio, riconoscendolo come il Salvatore che tu hai mandato.
Te lo chiediamo nel nome del nostro Signore Gesù Cristo. Amen.
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