Giovanni 4:31–38:
Il cibo di Gesù e i campi pronti per la mietitura
Giovanni 4:31–38 (NR2006)
La corretta interpretazione di Giovanni 4:31–38
Dopo che Gesù si è rivelato alla donna samaritana come il Cristo e lei è andata in città per rendere testimonianza di lui (Giovanni 4:25–30), i discepoli tornano al centro della scena. Erano andati a comprare da mangiare, ma Gesù coglie l'occasione per insegnare loro qualcosa di più profondo. Mentre essi pensano al cibo materiale, Gesù parla del fare la volontà del Padre e dell'opera spirituale che è già pronta per la mietitura.
(v. 31)
«Intanto i discepoli lo pregavano, dicendo: «Rabbì, mangia».»
Mentre la Samaritana va in città, i discepoli si preoccupano per Gesù.
Lo pregano con insistenza: «Rabbì, mangia».
La loro preoccupazione è naturale. Gesù era stanco del cammino ed essi erano andati a comprare da mangiare.
Ma, come accade più volte in questo Vangelo, una situazione quotidiana diventa l'occasione per rivelare un insegnamento più profondo.
(v. 32)
«Ma egli disse loro: «Io ho un cibo da mangiare che voi non conoscete».»
Gesù risponde parlando di un altro cibo.
I discepoli pensano al nutrimento materiale, ma Gesù dice loro di avere un cibo da mangiare che essi non conoscono.
Con queste parole non nega la necessità del cibo materiale, poiché il testo stesso ha mostrato che era stanco. Insegna però che vi è qualcosa di più profondo che sostiene la sua missione.
Gesù è completamente concentrato sull'opera che il Padre gli ha affidato.
(v. 33)
«Perciò i discepoli si dicevano gli uni gli altri: «Forse qualcuno gli ha portato da mangiare?»»
I discepoli non comprendono.
Interpretano le parole di Gesù in senso materiale.
Si domandano se qualcuno gli abbia portato da mangiare.
Questo ricorda ciò che era accaduto con Nicodemo e con la donna samaritana. Gesù parla di una realtà spirituale, ma coloro che lo ascoltano la comprendono inizialmente sul piano terreno.
(v. 34)
«Gesù disse loro: «Il mio cibo è fare la volontà di colui che mi ha mandato, e compiere l'opera sua.»
Gesù spiega ciò che intende.
Il suo cibo consiste nel fare la volontà di colui che lo ha mandato.
Questo mostra che Gesù vive completamente consacrato alla volontà del Padre.
Dice inoltre che il suo cibo consiste nel compiere l'opera del Padre.
La soddisfazione e lo scopo di Gesù si trovano nel portare a compimento la missione per la quale è stato mandato.
La conversazione con la donna samaritana non è stata un'interruzione lungo il cammino, ma parte dell'opera del Padre.
(v. 35)
«Non dite voi che ci sono ancora quattro mesi e poi viene la mietitura? Ebbene, vi dico: alzate gli occhi e guardate le campagne come già biancheggiano per la mietitura.»
Gesù usa un'immagine agricola.
Normalmente trascorreva un certo periodo tra la semina e la mietitura. Gesù, però, dice loro di alzare gli occhi e guardare le campagne.
Le campagne già biancheggiano per la mietitura.
Nel contesto immediato, la Samaritana è andata in città e i Samaritani stanno cominciando ad andare da Gesù.
I discepoli devono guardare oltre ciò che è materiale e riconoscere che davanti a loro vi è un'opera spirituale già preparata.
La mietitura non è lontana. È già pronta.
(v. 36)
«Il mietitore riceve una ricompensa e raccoglie frutto per la vita eterna, affinché il seminatore e il mietitore si rallegrino insieme.»
Gesù continua a sviluppare l'immagine della mietitura.
Il mietitore riceve una ricompensa e raccoglie frutto per la vita eterna.
Questa mietitura non è semplicemente terrena, ma è legata alla vita eterna.
Gesù aggiunge poi che il seminatore e il mietitore si rallegrano insieme.
Nell'opera di Dio vi sono momenti diversi e lavoratori diversi, ma la gioia è condivisa.
Il frutto appartiene a Dio, e coloro che partecipano alla sua opera si rallegrano insieme.
(v. 37)
«Poiché in questo è vero il detto: “L'uno semina e l'altro miete”.»
Gesù cita un detto conosciuto: «L'uno semina e l'altro miete».
Con queste parole mostra che non tutti partecipano alla stessa fase dell'opera.
Alcuni preparano il terreno e seminano; altri raccolgono il frutto.
Entrambi i compiti, però, fanno parte della medesima opera.
I discepoli devono comprendere che la loro partecipazione non comincia da zero. Dio era già all'opera prima di loro.
(v. 38)
«Io vi ho mandati a mietere là dove voi non avete faticato; altri hanno faticato, e voi siete subentrati nella loro fatica».»
Gesù applica direttamente l'insegnamento ai suoi discepoli.
Essi sono stati mandati a mietere là dove non hanno faticato.
Altri hanno faticato prima di loro, ed essi sono subentrati nella loro fatica.
Questo insegna l'umiltà. I discepoli non devono pensare che l'opera dipenda soltanto da loro o che il frutto cominci con loro.
Dio prepara, manda, permette di seminare e concede di mietere.
I discepoli ricevono il privilegio di partecipare a un'opera che Dio stava già portando avanti.
Implicazioni
- Gesù vive per fare la volontà del Padre: il suo cibo consiste nel compiere la missione di colui che lo ha mandato.
- L'opera del Padre è la priorità di Gesù: la conversazione con la donna samaritana fa parte di quell'opera.
- I discepoli devono imparare a guardare spiritualmente: essi pensano al cibo materiale, ma Gesù parla loro della mietitura spirituale.
- La mietitura è legata alla vita eterna: Gesù non parla di risultati superficiali, ma di frutto eterno.
- Dio usa sia coloro che seminano sia coloro che mietono: entrambi i compiti fanno parte del suo proposito.
- L'opera di Dio non comincia con i discepoli: essi subentrano in una fatica nella quale altri hanno già lavorato.
- La gioia dell'opera è condivisa: il seminatore e il mietitore si rallegrano insieme.
Applicazioni
- Fa' della volontà di Dio la tua priorità: Gesù trovava il proprio nutrimento nel compiere l'opera del Padre.
- Non considerare inutili le interruzioni: l'incontro con la donna samaritana faceva parte dell'opera di Dio.
- Alza gli occhi e osserva il bisogno spirituale: davanti a te possono esserci campi già pronti per la mietitura.
- Partecipa con umiltà all'opera di Dio: spesso mietiamo dove altri hanno seminato.
- Non cercare un riconoscimento personale: il seminatore e il mietitore si rallegrano insieme.
- Attribuisci valore al frutto che conduce alla vita eterna: l'opera spirituale ha un valore maggiore dei risultati visibili e immediati.
- Riconosci che Dio è già all'opera prima della tua partecipazione: tu subentri in una fatica che egli dirige.
Riassunto
In Giovanni 4:31–38, i discepoli pregano Gesù di mangiare, ma egli insegna loro di avere un cibo che essi non conoscono. Inizialmente pensano che qualcuno gli abbia portato da mangiare, ma Gesù chiarisce che il suo cibo consiste nel fare la volontà di colui che lo ha mandato e nel compiere la sua opera. Dice poi loro di alzare gli occhi e guardare le campagne, che già biancheggiano per la mietitura. Nel contesto, i Samaritani stanno cominciando ad andare da lui in seguito alla testimonianza della donna. Gesù insegna che il mietitore raccoglie frutto per la vita eterna e che sia il seminatore sia il mietitore si rallegrano insieme. Infine, ricorda ai discepoli che sono subentrati in una fatica nella quale altri avevano già lavorato. Il racconto mostra la priorità che Gesù attribuisce alla volontà del Padre e la necessità di riconoscere l'opera spirituale che Dio sta già preparando.
Preghiera
Padre nostro, ti ringraziamo perché tuo Figlio ha vissuto completamente consacrato a fare la tua volontà.
Signore, aiutaci a imparare da Gesù. Fa' che la nostra vita non sia dominata soltanto dalle necessità immediate, ma dal desiderio di compiere la tua opera.
Apri i nostri occhi affinché vediamo i campi già pronti per la mietitura. Donaci umiltà per partecipare alla tua opera senza cercare protagonismo, riconoscendo che altri hanno seminato prima di noi e che ogni frutto viene da te.
Concedici di rallegrarci insieme a tutti coloro che lavorano fedelmente nella tua opera, sapendo che il vero frutto è per la vita eterna.
Te lo chiediamo nel nome del nostro Signore Gesù Cristo. Amen.
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