Giovanni 4:25–30:
Gesù si rivela come il Cristo alla donna samaritana
Giovanni 4:25–30 (NR2006)
La corretta interpretazione di Giovanni 4:25–30
Dopo che Gesù ha insegnato alla donna samaritana che i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità (Giovanni 4:15–24), la conversazione giunge al suo punto centrale. La donna menziona la venuta del Messia e Gesù si rivela direttamente a lei come colui che stava aspettando. Il racconto mostra come la rivelazione di Cristo trasformi la Samaritana: lascia la sua secchia, va in città e comincia a rendere testimonianza affinché altri vengano da Gesù.
(v. 25)
«La donna gli disse: «Io so che il Messia (che è chiamato Cristo) deve venire; quando sarà venuto ci annuncerà ogni cosa».»
La Samaritana esprime una speranza messianica.
Sa che il Messia deve venire, e Giovanni precisa che il Messia è chiamato Cristo.
Dopo aver parlato del luogo dell'adorazione e della vera adorazione, la donna riconosce che, quando il Messia sarà venuto, annuncerà ogni cosa.
Questo mostra che attende una rivelazione più completa.
Non comprende ancora che colui che può annunciare ogni cosa le sta già parlando.
(v. 26)
«Gesù le disse: «Sono io, io che ti parlo!»»
Gesù risponde in modo diretto.
Non le offre una lunga spiegazione né lascia l'identità del Messia in termini generali.
Le dice: «Sono io, io che ti parlo!»
Gesù si rivela alla Samaritana come il Cristo.
La conversazione, cominciata con una richiesta d'acqua, giunge ora alla rivelazione dell'identità di Gesù.
Colui che le ha offerto l'acqua viva, che ha conosciuto la verità della sua vita e che le ha insegnato la vera adorazione è il Messia atteso.
(v. 27)
«In quel mentre giunsero i suoi discepoli e si meravigliarono che egli parlasse con una donna; eppure nessuno gli chiese: «Che cerchi?» o: «Perché discorri con lei?»»
In quel momento giungono i discepoli.
Essi si meravigliano che Gesù parli con una donna.
Il testo mostra la loro meraviglia, ma precisa anche che nessuno osa interrogare Gesù.
Non chiedono alla Samaritana: «Che cerchi?», né a Gesù: «Perché discorri con lei?».
Questo rivela che il comportamento di Gesù supera le aspettative umane, ma i suoi discepoli riconoscono che non spetta a loro correggerlo.
Gesù agisce con libertà e autorità, avvicinandosi a chi desidera avvicinarsi.
(v. 28)
«La donna lasciò dunque la sua secchia, se ne andò in città e disse alla gente:»
La donna lascia la sua secchia.
Questo particolare è significativo all'interno del racconto. Era venuta alla fonte per attingere acqua, ma dopo aver parlato con Gesù la sua attenzione cambia.
Lascia ciò per cui era venuta e se ne va in città.
Ora ha qualcosa da dire.
La donna che era venuta ad attingere acqua diventa testimone di colui che le ha parlato.
(v. 29)
««Venite a vedere un uomo che mi ha detto tutto quello che ho fatto; non potrebbe essere lui il Cristo?»»
La donna invita la gente della città: «Venite a vedere».
Le sue parole ricordano l'invito già apparso in precedenza nel Vangelo: «Vieni a vedere» (Giovanni 1:45).
Non presenta un discorso elaborato, ma una testimonianza semplice.
Dice che Gesù le ha detto tutto quello che ha fatto.
Ciò che l'ha colpita maggiormente è che Gesù conosceva la sua vita. Egli l'ha messa davanti alla verità, ma non l'ha respinta.
Poi domanda: «Non potrebbe essere lui il Cristo?».
La domanda invita gli altri a considerare personalmente chi sia Gesù.
La Samaritana non conserva il proprio incontro con Gesù come un'esperienza privata. Esso la spinge a chiamare altri.
(v. 30)
«La gente uscì dalla città e andò da lui.»
La risposta della città è immediata.
La gente esce dalla città e va da Gesù.
La testimonianza della Samaritana serve a dirigere altri verso il Signore.
Il racconto termina con un movimento chiaro: la donna va in città, parla di Gesù e gli altri cominciano ad andare da lui.
La rivelazione di Cristo produce testimonianza, e la testimonianza conduce altri ad avvicinarsi a Gesù.
Implicazioni
- Gesù è il Messia atteso: egli stesso si rivela alla Samaritana come il Cristo.
- Cristo è colui che annuncia pienamente le cose di Dio: la Samaritana attendeva il Messia che avrebbe annunciato ogni cosa, e Gesù si presenta come quel Messia.
- Gesù si rivela con grazia a una donna samaritana: la sua identità non rimane riservata soltanto ai capi religiosi.
- La conoscenza che Cristo ha del peccato non distrugge il peccatore che viene a lui, ma lo conduce alla verità.
- L'incontro con Gesù produce testimonianza: la Samaritana va in città e parla di lui.
- La vera testimonianza dirige gli altri verso Cristo: la gente esce dalla città e va da lui.
Applicazioni
- Riconosci Gesù come il Cristo: non considerarlo soltanto un profeta o un maestro, ma il Messia mandato da Dio.
- Ascolta personalmente la voce di Cristo: egli si rivelò alla Samaritana che stava parlando con lui.
- Non nasconderti perché Cristo conosce la tua vita: egli conosce la verità e, nonostante ciò, ti chiama a venire da lui.
- Lascia ciò che è secondario quando Cristo si rivela: la Samaritana lasciò la secchia perché aveva trovato qualcosa di più grande.
- Rendi una testimonianza semplice di Gesù: non devi sapere ogni cosa per dire: «Venite a vedere».
- Invita altri a incontrare Cristo: la testimonianza fedele non cerca di attirare l'attenzione su di sé, ma di condurre altri verso di lui.
Riassunto
In Giovanni 4:25–30, la donna samaritana parla della speranza nella venuta del Messia, colui che avrebbe annunciato ogni cosa. Gesù allora si rivela direttamente a lei dicendo: «Sono io, io che ti parlo!» In quel momento giungono i discepoli e si meravigliano che Gesù parli con una donna, sebbene nessuno lo interroghi. La donna lascia la sua secchia, va in città e comincia a rendere testimonianza dicendo: «Venite a vedere un uomo che mi ha detto tutto quello che ho fatto; non potrebbe essere lui il Cristo?» Di conseguenza, la gente esce dalla città e va da Gesù. Il racconto mostra che Gesù è il Cristo atteso e che la rivelazione della sua persona produce una testimonianza che conduce altri verso di lui.
Preghiera
Padre nostro, ti ringraziamo perché in Gesù ci hai rivelato il Cristo promesso.
Signore, aiutaci ad ascoltare la voce di tuo Figlio e a riconoscere chi egli è. Non permettere che ci fermiamo soltanto a idee religiose, ma fa' che vediamo in Gesù il Messia, il Salvatore e il Signore.
Ti ringraziamo perché Cristo conosce la nostra vita e, nonostante ciò, ci chiama alla verità. Donaci un cuore umile per venire a lui senza nasconderci.
Rendici testimoni semplici e fedeli, capaci di dire agli altri: «Venite a vedere». Fa' che la nostra testimonianza non attiri l'attenzione su di noi, ma su Cristo.
Te lo chiediamo nel nome del nostro Signore Gesù Cristo. Amen.
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