Giovanni 4:15–24:
Gesù rivela la verità sulla Samaritana e insegna la vera adorazione
Giovanni 4:15–24 (NR2006)
La corretta interpretazione di Giovanni 4:15–24
Dopo che Gesù ha offerto alla donna samaritana l'acqua viva che scaturisce in vita eterna (Giovanni 4:1–14), la conversazione procede verso una dimensione più profonda. La Samaritana chiede quell'acqua, ma pensa ancora in termini materiali. Gesù allora porta alla luce la realtà della sua vita, non per umiliarla, ma per condurla alla verità. Da quel momento, la conversazione passa al tema dell'adorazione e Gesù rivela che la vera adorazione non sarà incentrata su un luogo terreno, ma consisterà nell'adorare il Padre in spirito e verità.
(v. 15)
«La donna gli disse: «Signore, dammi di quest'acqua, affinché io non abbia più sete e non venga più fin qui ad attingere».»
La Samaritana risponde chiedendo l'acqua della quale Gesù ha parlato.
La sua richiesta, però, mostra che non comprende ancora pienamente.
Pensa a una soluzione che le impedisca di avere nuovamente sete e di dover tornare al pozzo ad attingere acqua.
Gesù le ha parlato di una fonte che scaturisce in vita eterna, ma lei continua a interpretare le sue parole in relazione al bisogno fisico e quotidiano.
La sua richiesta, tuttavia, mantiene aperta la conversazione. Gesù continuerà a guidarla verso una comprensione più profonda.
(v. 16)
«Egli le disse: «Va' a chiamare tuo marito e vieni qua».»
Gesù cambia la direzione della conversazione.
Invece di spiegare immediatamente altro riguardo all'acqua viva, le dice di andare a chiamare suo marito e di tornare.
Questo comando conduce la conversazione nella sfera personale della Samaritana.
Gesù non tratta superficialmente il bisogno spirituale, ma la conduce ad affrontare la verità della propria vita.
(v. 17)
«La donna gli rispose: «Non ho marito». E Gesù: «Hai detto bene: “Non ho marito”,»
La donna risponde: «Non ho marito».
La sua risposta è vera, ma incompleta.
Gesù riconosce che ha detto bene. Non l'accusa di mentire, ma prende la sua risposta e la conduce alla verità completa.
Questo mostra che Gesù conosce ciò che è nell'uomo, come il Vangelo aveva già affermato in precedenza (Giovanni 2:25).
(v. 18)
«perché hai avuto cinque mariti, e quello che hai ora non è tuo marito; ciò che hai detto è vero».»
Gesù rivela ciò che la Samaritana non aveva detto.
Ha avuto cinque mariti, e l'uomo che ha ora non è suo marito.
Il testo non ci permette di inventare tutti i particolari della sua storia o le sue motivazioni. Ciò che mostra chiaramente è che Gesù conosce con precisione la sua vita.
Gesù non si avvicina a lei nell'ignoranza né con pregiudizio. Conosce la verità e la pone davanti a lei.
La Samaritana viene messa davanti alla verità, ma non viene abbandonata. Lo stesso Gesù che rivela la sua condizione è colui che le ha offerto l'acqua viva.
(v. 19)
«La donna gli disse: «Signore, vedo che tu sei un profeta.»
La Samaritana riconosce che Gesù non è un uomo comune.
Vedendo che egli conosce la sua vita, dice: «Signore, vedo che tu sei un profeta».
La sua comprensione di Gesù progredisce.
All'inizio lo aveva visto come un Giudeo che le chiedeva dell'acqua. Poi lo aveva chiamato «Signore». Ora riconosce in lui una conoscenza profetica.
Non è ancora giunta a comprendere pienamente chi è Gesù, ma il dialogo sta progredendo.
(v. 20)
«I nostri padri hanno adorato su questo monte, ma voi dite che è a Gerusalemme il luogo dove bisogna adorare».»
La Samaritana introduce il tema dell'adorazione.
Menziona la differenza tra Samaritani e Giudei: i loro padri avevano adorato su quel monte, mentre i Giudei affermavano che Gerusalemme fosse il luogo nel quale bisognava adorare.
Il tema non è secondario nella conversazione. La Samaritana ha appena riconosciuto Gesù come profeta e ora gli presenta una questione religiosa importante nella divisione tra Giudei e Samaritani.
Gesù risponderà correggendo la sua comprensione e innalzando il tema verso la vera adorazione del Padre.
(v. 21)
«Gesù le disse: «Donna, credimi; l'ora viene che né su questo monte né a Gerusalemme adorerete il Padre.»
Gesù risponde con autorità: «Donna, credimi».
Annuncia poi un'ora che viene.
L'adorazione del Padre non sarà più definita da quel monte né da Gerusalemme.
Questo non significa che la storia precedente non avesse importanza, ma che Gesù annuncia una nuova realtà che supera la disputa riguardo al luogo.
La venuta di Cristo introduce un cambiamento decisivo nel modo di avvicinarsi a Dio.
(v. 22)
«Voi adorate quel che non conoscete; noi adoriamo quel che conosciamo, perché la salvezza viene dai Giudei.»
Gesù non risponde affermando che tutte le posizioni siano ugualmente valide.
Corregge chiaramente la donna.
I Samaritani adoravano ciò che non conoscevano. I Giudei adoravano ciò che conoscevano, perché la salvezza viene dai Giudei.
Gesù riconosce il posto della rivelazione data a Israele. La salvezza promessa da Dio sarebbe venuta mediante il popolo giudaico.
Questo indica anche Gesù stesso, perché egli, secondo la sua venuta nel mondo, proviene dai Giudei.
La vera adorazione non si fonda su una sincerità separata dalla verità, ma deve essere unita alla vera conoscenza di Dio.
(v. 23)
«Ma l'ora viene, anzi è già venuta, che i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità; poiché il Padre cerca tali adoratori.»
Gesù annuncia che quell'ora viene e aggiunge: «Anzi, è già venuta».
Con la sua venuta, la vera adorazione viene già rivelata.
I veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità.
La vera adorazione non si riduce a un luogo esteriore, a una tradizione ereditata o a una disputa religiosa. Deve corrispondere alla realtà spirituale e alla verità rivelata da Dio.
Gesù aggiunge che il Padre cerca tali adoratori.
Questo mostra che la vera adorazione non nasce dall'invenzione umana, ma risponde a ciò che il Padre cerca.
(v. 24)
«Dio è Spirito, e quelli che lo adorano bisogna che lo adorino in spirito e verità».»
Gesù fonda il proprio insegnamento su chi è Dio.
Dio è Spirito.
Perciò, quelli che lo adorano devono adorarlo in spirito e verità.
Non si tratta di una raccomandazione secondaria, ma di una necessità: «Bisogna».
La vera adorazione deve corrispondere alla natura di Dio e alla verità che egli ha rivelato.
Il racconto termina mostrando che Gesù non soltanto offre l'acqua viva, ma rivela anche come l'uomo debba realmente avvicinarsi al Padre.
Implicazioni
- Gesù conosce con precisione la vita dell'essere umano: rivela la realtà della Samaritana senza che lei gliela racconti.
- La grazia di Cristo non ignora la verità: Gesù offre l'acqua viva, ma porta anche alla luce la condizione della Samaritana.
- La vera adorazione non si fonda soltanto sulla tradizione: Gesù supera la disputa tra il monte dei Samaritani e Gerusalemme.
- Non ogni adorazione è ugualmente vera: Gesù afferma che i Samaritani adoravano ciò che non conoscevano.
- La salvezza viene dai Giudei: Dio ha adempiuto le sue promesse mediante il popolo al quale Cristo apparteneva secondo la carne.
- La venuta di Gesù inaugura una nuova ora dell'adorazione: l'ora viene, anzi è già venuta.
- Il Padre cerca veri adoratori: la vera adorazione risponde alla volontà di Dio, non all'invenzione umana.
- Dio è Spirito: perciò deve essere adorato in spirito e verità.
Applicazioni
- Permetti a Gesù di affrontare la verità della tua vita: egli non rivela il peccato per distruggere, ma per condurre alla vita.
- Non nascondere la tua condizione davanti a Cristo: egli conosce già la verità e, nonostante ciò, offre l'acqua viva.
- Non sostituire la verità spirituale con dispute religiose: la Samaritana parlò del luogo dell'adorazione, ma Gesù la condusse al cuore della vera adorazione.
- Adora Dio secondo la verità rivelata: la sincerità non basta quando è separata dalla verità.
- Non ridurre l'adorazione a un luogo o a una forma esteriore: Gesù insegna che i veri adoratori adorano il Padre in spirito e verità.
- Cerca di essere il tipo di adoratore che il Padre cerca: una persona che adora dal cuore e secondo la verità.
- Ricorda chi è Dio quando lo adori: Dio è Spirito e l'adorazione deve corrispondere alla sua natura.
Riassunto
In Giovanni 4:15–24, la donna samaritana chiede a Gesù l'acqua viva, sebbene pensi ancora in termini materiali. Gesù conduce allora la conversazione alla verità della sua vita, dicendole di chiamare suo marito. Quando lei risponde di non avere marito, Gesù rivela che ha avuto cinque mariti e che l'uomo che ha ora non è suo marito. La donna riconosce che Gesù è un profeta e presenta la questione dell'adorazione che divideva Samaritani e Giudei. Gesù le insegna che viene un'ora, anzi è già venuta, nella quale l'adorazione non sarà incentrata né su quel monte né su Gerusalemme. I veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità, perché il Padre cerca tali adoratori. Poiché Dio è Spirito, quelli che lo adorano devono adorarlo in spirito e verità.
Preghiera
Padre nostro, ti ringraziamo perché tuo Figlio ci conduce alla verità e ci rivela l'adorazione che tu cerchi.
Signore, aiutaci a non nasconderci davanti a Cristo. Donaci l'umiltà di permettergli di affrontare la verità della nostra vita e di condurci a ricevere l'acqua viva che soltanto egli può dare.
Liberaci da un'adorazione meramente esteriore, tradizionale o vuota. Insegnaci ad adorarti in spirito e verità, secondo ciò che hai rivelato e secondo chi sei.
Rendici veri adoratori, di quelli che il Padre cerca.
Te lo chiediamo nel nome del nostro Signore Gesù Cristo. Amen.
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