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Giovanni 3:1–8:
È necessario nascere di nuovo

1 C'era tra i farisei un uomo chiamato Nicodemo, uno dei capi dei Giudei. 2 Egli venne di notte da lui e gli disse: «Rabbì, noi sappiamo che tu sei un dottore venuto da Dio; perché nessuno può fare questi segni miracolosi che tu fai, se Dio non è con lui». 3 Gesù gli rispose: «In verità, in verità ti dico che se uno non è nato di nuovo, non può vedere il regno di Dio». 4 Nicodemo gli disse: «Come può un uomo nascere quando è già vecchio? Può egli entrare una seconda volta nel grembo di sua madre e nascere?» 5 Gesù rispose: «In verità, in verità ti dico che se uno non è nato d'acqua e di Spirito, non può entrare nel regno di Dio. 6 Quello che è nato dalla carne è carne, e quello che è nato dallo Spirito è spirito. 7 Non ti meravigliare se ti ho detto: “Bisogna che nasciate di nuovo”. 8 Il vento soffia dove vuole, e tu ne odi il rumore, ma non sai né da dove viene né dove va; così è di chiunque è nato dallo Spirito».
Giovanni 3:1–8 (NR2006)

La corretta interpretazione di Giovanni 3:1–8

Dopo aver affermato che Gesù non si fidava degli uomini perché conosceva ciò che era nell'uomo, Giovanni presenta ora Nicodemo. Egli era fariseo e uno dei capi dei Giudei, un uomo religioso e autorevole. Parlando con Gesù, tuttavia, appare chiaro che persino una persona dotata di conoscenza e posizione ha bisogno di qualcosa che non può produrre da sé: nascere di nuovo.

(v. 1)
«C'era tra i farisei un uomo chiamato Nicodemo, uno dei capi dei Giudei.»

Giovanni presenta Nicodemo come un uomo appartenente ai farisei.

Dice inoltre che era «uno dei capi dei Giudei». Questo indica che non si trattava di una persona priva di formazione o di influenza religiosa.

Nicodemo rappresenta una persona dotata di conoscenza, autorità e prestigio all'interno del popolo.

Il racconto lo introduce subito dopo aver affermato che Gesù conosceva ciò che era nell'uomo. Ora vedremo Gesù confrontarsi con un uomo concreto, non soltanto con delle moltitudini.

(v. 2)
«Egli venne di notte da lui e gli disse: «Rabbì, noi sappiamo che tu sei un dottore venuto da Dio; perché nessuno può fare questi segni miracolosi che tu fai, se Dio non è con lui».»

Nicodemo viene da Gesù di notte.

Il testo non spiega tutti i motivi della sua visita, ma mostra che si avvicina personalmente a Gesù.

Lo chiama «Rabbì», cioè Maestro. Riconosce inoltre che Gesù è un dottore venuto da Dio, perché nessuno potrebbe compiere i segni miracolosi che egli compie se Dio non fosse con lui.

Nicodemo ha un'alta considerazione di Gesù, ma la sua comprensione è ancora incompleta.

Riconosce i segni e ammette che Dio è con lui, ma Gesù condurrà la conversazione verso una necessità molto più profonda.

(v. 3)
«Gesù gli rispose: «In verità, in verità ti dico che se uno non è nato di nuovo, non può vedere il regno di Dio».»

Gesù risponde in modo diretto.

Non si sofferma anzitutto sul riconoscimento espresso da Nicodemo. Va al centro della questione.

Dice: «se uno non è nato di nuovo, non può vedere il regno di Dio».

La necessità non consiste soltanto nell'imparare di più, nel migliorare esteriormente o nel possedere una posizione religiosa. È necessario nascere di nuovo.

Gesù presenta questa realtà come indispensabile. Senza questa nascita, una persona non può vedere il regno di Dio.

(v. 4)
«Nicodemo gli disse: «Come può un uomo nascere quando è già vecchio? Può egli entrare una seconda volta nel grembo di sua madre e nascere?»»

Nicodemo non comprende le parole di Gesù.

Interpreta la nascita in termini naturali e fisici.

Perciò domanda come possa un uomo nascere quando è già vecchio o entrare una seconda volta nel grembo di sua madre e nascere.

La sua risposta mostra la distanza tra la comprensione umana e ciò che Gesù sta insegnando.

Nicodemo pensa a una nascita terrena, ma Gesù sta parlando di una nuova nascita spirituale prodotta da Dio.

(v. 5)
«Gesù rispose: «In verità, in verità ti dico che se uno non è nato d'acqua e di Spirito, non può entrare nel regno di Dio.»

Gesù risponde ribadendo la solennità del proprio insegnamento: «In verità, in verità ti dico».

Ora esprime la stessa necessità con altre parole: nascere d'acqua e di Spirito.

Queste parole richiamano le promesse dell'Antico Testamento riguardo al rinnovamento spirituale che Dio stesso avrebbe compiuto nel suo popolo. In Ezechiele 36:25–27, Dio promette di aspergere acqua pura, purificare da ogni impurità, dare un cuore nuovo e mettere il proprio Spirito dentro di loro. Analogamente, Isaia 44:3 annuncia che Dio avrebbe sparso acqua sul suolo assetato e il proprio Spirito sulla discendenza del suo popolo.

Gesù, quindi, non sta parlando semplicemente di un rito esteriore o di una riforma superficiale, ma di un'opera interiore compiuta da Dio: una purificazione spirituale e una nuova vita prodotta dallo Spirito.

Questa nascita non è facoltativa. Senza di essa, una persona non può entrare nel regno di Dio.

L'acqua e lo Spirito indicano la necessità di un'opera purificatrice e spirituale che l'uomo non può produrre da sé.

(v. 6)
«Quello che è nato dalla carne è carne, e quello che è nato dallo Spirito è spirito.»

Gesù spiega la differenza.

Quello che è nato dalla carne è carne.

La natura umana può produrre soltanto ciò che appartiene alla natura umana. Una nascita naturale non può produrre vita spirituale.

Ma quello che è nato dallo Spirito è spirito.

La vita spirituale procede dallo Spirito. Perciò la nuova nascita non può derivare dalla capacità umana, ma dall'opera dello Spirito di Dio.

(v. 7)
«Non ti meravigliare se ti ho detto: “Bisogna che nasciate di nuovo”.»

Gesù corregge la meraviglia di Nicodemo.

Gli dice che non deve meravigliarsi di questo insegnamento.

Poi amplia l'affermazione: «Bisogna che nasciate di nuovo».

La necessità non riguarda soltanto Nicodemo come individuo. È una necessità comune a tutti.

Né la religione, né la conoscenza, né la posizione all'interno del popolo possono sostituire la nuova nascita.

(v. 8)
«Il vento soffia dove vuole, e tu ne odi il rumore, ma non sai né da dove viene né dove va; così è di chiunque è nato dallo Spirito».»

Gesù usa l'immagine del vento.

Il vento soffia dove vuole. Se ne ode il rumore, ma non si sa da dove venga né dove vada.

Così è di chiunque è nato dallo Spirito.

Gesù mostra che l'opera dello Spirito è sovrana. I suoi effetti possono essere osservati, ma l'uomo non la controlla.

La nuova nascita non è un'opera fabbricata dall'essere umano. È un'opera dello Spirito, libera, potente e reale.

Implicazioni

  • Gesù conosce profondamente l'uomo: l'incontro con Nicodemo prosegue ciò che Giovanni ha appena affermato sulla conoscenza che Gesù ha del cuore umano.
  • La posizione religiosa non sostituisce il bisogno spirituale: Nicodemo era fariseo e uno dei capi dei Giudei, ma aveva bisogno di nascere di nuovo.
  • I segni indicano Gesù, ma non bastano se non conducono a una vera comprensione di chi egli è: Nicodemo riconosce i segni, ma Gesù gli mostra una necessità più profonda.
  • La nuova nascita è indispensabile: senza nascere di nuovo, nessuno può vedere né entrare nel regno di Dio.
  • La carne non può produrre vita spirituale: quello che è nato dalla carne è carne.
  • La vita spirituale procede dallo Spirito: quello che è nato dallo Spirito è spirito.
  • L'opera dello Spirito è sovrana: come il vento, non è sottoposta al controllo umano, sebbene i suoi effetti siano reali.

Applicazioni

  • Non confidare in una religione esteriore: Nicodemo possedeva conoscenza e posizione, ma aveva bisogno di nascere di nuovo.
  • Riconosci il tuo bisogno più profondo: non basta ammirare Gesù come dottore; è necessario ricevere vita da Dio.
  • Non ridurre il credere ai segni visibili: Nicodemo aveva visto i segni, ma Gesù lo condusse alla questione della nuova nascita.
  • Umiliati davanti all'opera dello Spirito: la vita spirituale non nasce dalla capacità umana.
  • Chiedi a Dio un'opera reale nel cuore: soltanto lo Spirito può produrre vita spirituale.
  • Non meravigliarti della necessità di nascere di nuovo: Gesù la presenta come indispensabile per tutti.
  • Osserva i frutti dell'opera dello Spirito: il vento non si controlla, ma il suo effetto si percepisce.

Riassunto

In Giovanni 3:1–8, Nicodemo, un fariseo e uno dei capi dei Giudei, viene di notte da Gesù e riconosce che i suoi segni dimostrano che Dio è con lui. Gesù, però, non si ferma a questo riconoscimento iniziale, ma gli dichiara una necessità fondamentale: se uno non è nato di nuovo, non può vedere il regno di Dio. Nicodemo non comprende e pensa a una nascita fisica, ma Gesù spiega che si tratta di nascere d'acqua e di Spirito. Quello che è nato dalla carne è carne, e quello che è nato dallo Spirito è spirito. Perciò tutti devono nascere di nuovo. Infine, Gesù paragona l'opera dello Spirito al vento: sovrana, libera e reale, sebbene l'uomo non possa controllarla.

Preghiera

Padre nostro, ti ringraziamo perché tuo Figlio ci mostra con chiarezza il nostro bisogno più profondo.

Signore, liberaci dal confidare in una religione esteriore, nella nostra conoscenza o nelle nostre capacità. Aiutaci a riconoscere che abbiamo bisogno di nascere di nuovo e che soltanto il tuo Spirito può produrre una vera vita spirituale.

Donaci un cuore umile per ricevere l'insegnamento di Cristo, senza ridurlo a un dottore fra tanti né fermarci soltanto a ciò che è visibile nelle sue opere.

Opera in noi mediante il tuo Spirito, purificaci, donaci vita e insegnaci a camminare come persone nate da te.

Te lo chiediamo nel nome del nostro Signore Gesù Cristo. Amen.

Autore dello studio: Enrique Contreras
Testo biblico utilizzate

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