Giovanni 2:1–12:
Il primo segno di Gesù a Cana di Galilea
11 Gesù fece questo primo dei suoi segni miracolosi in Cana di Galilea, e manifestò la sua gloria, e i suoi discepoli credettero in lui.
12 Dopo questo, scese a Capernaum egli con sua madre, con i suoi fratelli e i suoi discepoli, e rimasero là alcuni giorni.
Giovanni 2:1–12 (NR2006)
Interpretazione corretta di Giovanni 2:1–12
Dopo aver mostrato la testimonianza di Giovanni, la chiamata dei primi discepoli e la confessione di Natanaele riguardo a Gesù, il Vangelo presenta ora il primo segno compiuto dal Signore. Il racconto si svolge durante un matrimonio a Cana di Galilea. Lì Gesù manifesta la sua gloria mediante un segno semplice in apparenza, ma profondamente significativo. Il testo non si concentra sul matrimonio in sé, ma su chi è Gesù e su come i suoi discepoli cominciano a credere in lui.
(v. 1)
«Tre giorni dopo ci fu un matrimonio in Cana di Galilea, e la madre di Gesù era là.»
Il racconto comincia collocando il momento: «tre giorni dopo».
Giovanni continua a narrare i primi giorni del ministero pubblico di Gesù. Dopo gli incontri precedenti, la scena si sposta a Cana di Galilea.
Lì ci fu un matrimonio, e la madre di Gesù era là.
Il testo introduce Maria in modo semplice, non come il centro del racconto, ma come parte della scena che porterà alla manifestazione del primo segno di Gesù.
(v. 2)
«Anche Gesù fu invitato con i suoi discepoli al matrimonio.»
Anche Gesù fu invitato al matrimonio, insieme ai suoi discepoli.
Questo mostra che i discepoli che hanno cominciato a seguirlo sono ora con lui.
Il racconto continua a mostrare Gesù in situazioni concrete della vita ordinaria. La sua gloria sarà manifestata non in uno scenario grandioso, ma dentro una celebrazione comune.
(v. 3)
«Venuto a mancare il vino, la madre di Gesù gli disse: «Non hanno più vino».»
Durante il matrimonio sorge una necessità: venne a mancare il vino.
Maria si avvicina a Gesù e gli dice: «Non hanno più vino».
Il testo non aggiunge una richiesta esplicita, ma le sue parole presentano il problema davanti a Gesù.
Maria riconosce che la situazione richiede attenzione, ma il racconto non ci dice ancora che cosa si aspetti esattamente da lui.
(v. 4)
«Gesù le disse: «Che c'è fra me e te, o donna? L'ora mia non è ancora venuta».»
La risposta di Gesù segna una distanza importante.
Dicendo: «Che c’è fra me e te?», Gesù chiarisce che il suo agire non sarà determinato dalla pressione umana, neppure dal legame familiare.
L’espressione «donna» non deve essere intesa come un insulto, ma mostra che Gesù risponde a partire dalla sua missione, non semplicemente dal vincolo naturale con sua madre.
Poi aggiunge: «L’ora mia non è ancora venuta».
Nel Vangelo di Giovanni, Gesù agisce secondo il tempo stabilito da Dio. La sua vita e la sua opera non avanzano per iniziativa umana, ma secondo la volontà del Padre.
Fin da questo primo segno, è chiaro che Gesù non è sotto direzione umana. Egli agisce con autorità e secondo il proposito divino.
(v. 5)
«Sua madre disse ai servitori: «Fate tutto quel che vi dirà».»
Maria non discute con Gesù.
Si rivolge ai servitori e dice loro: «Fate tutto quel che vi dirà».
Le sue parole pongono l’attenzione sull’ubbidienza a Gesù.
Ella non dice loro di fare ciò che dice lei, ma ciò che dice lui. La risposta corretta davanti a Gesù sarà ascoltare la sua parola e ubbidirle.
(v. 6)
«C'erano là sei recipienti di pietra, del tipo adoperato per la purificazione dei Giudei, i quali contenevano ciascuno due o tre misure.»
Giovanni descrive dei recipienti di pietra che erano lì.
Erano sei, ed erano legati al tipo adoperato per la purificazione dei Giudei (Marco 7:3–4).
Il dettaglio non è casuale. Il Vangelo menziona l’uso di quei recipienti per mostrare il contesto religioso in cui avviene il segno.
Erano recipienti grandi, di capacità abbondante. La scena è preparata perché Gesù agisca in un modo che i presenti non si aspettavano.
(v. 7)
«Gesù disse loro: «Riempite d'acqua i recipienti». Ed essi li riempirono fino all'orlo.»
Gesù dà un ordine semplice: «Riempite d’acqua i recipienti».
I servitori ubbidiscono.
Il testo aggiunge che li riempirono «fino all’orlo». Non si tratta di un’azione parziale né trascurata. I recipienti rimasero completamente pieni.
L’ubbidienza dei servitori prepara il momento del segno.
(v. 8)
«Poi disse loro: «Adesso attingete e portatene al maestro di tavola». Ed essi gliene portarono.»
Dopo aver riempito i recipienti, Gesù dà un’altra istruzione.
Devono attingere e portarne al maestro di tavola.
I servitori ubbidiscono di nuovo.
Il racconto non descrive il momento esatto del cambiamento. Mostra semplicemente la parola di Gesù, l’ubbidienza dei servitori e il risultato che sarà riconosciuto dopo.
(v. 9)
«Quando il maestro di tavola ebbe assaggiato l'acqua che era diventata vino (egli non ne conosceva la provenienza, ma la sapevano bene i servitori che avevano attinto l'acqua), chiamò lo sposo e gli disse:»
Il maestro di tavola assaggia ciò che gli viene portato.
Giovanni spiega che era acqua diventata vino.
Il maestro di tavola non sapeva da dove venisse, ma i servitori lo sapevano bene. Questo crea un contrasto: alcuni partecipano al segno senza comprenderne l’origine, mentre altri sanno ciò che Gesù ha fatto.
Il maestro di tavola chiama lo sposo, perché ha percepito la qualità del vino.
(v. 10)
««Ognuno serve prima il vino buono, e quando si è bevuto abbondantemente, il meno buono; tu, invece, hai tenuto il vino buono fino ad ora».»
Il maestro di tavola si sorprende.
Secondo la consuetudine che menziona, era normale servire prima il vino buono e poi quello meno buono.
Ma qui accade il contrario: il vino buono appare alla fine.
Egli attribuisce questo allo sposo, perché non sa da dove provenga. Tuttavia, il lettore sa che il vino proviene dall’opera di Gesù.
Il segno mostra non solo potenza, ma anche abbondanza ed eccellenza. Ciò che Gesù dà supera ciò che era atteso.
(v. 11)
«Gesù fece questo primo dei suoi segni miracolosi in Cana di Galilea, e manifestò la sua gloria, e i suoi discepoli credettero in lui.»
Giovanni spiega il significato dell’avvenimento.
Questo fu il primo dei segni miracolosi di Gesù.
Non lo presenta semplicemente come un miracolo isolato, ma come un segno. Cioè, un atto che punta oltre sé stesso e rivela qualcosa riguardo a Gesù.
Per mezzo di questo segno, Gesù manifestò la sua gloria.
I suoi discepoli videro più dell’acqua diventata vino. Videro una manifestazione di chi egli è.
E il risultato fu che i suoi discepoli credettero in lui.
Il segno conferma e rafforza la fede di coloro che avevano cominciato a seguirlo.
(v. 12)
«Dopo questo, scese a Capernaum egli con sua madre, con i suoi fratelli e i suoi discepoli, e rimasero là alcuni giorni.»
Dopo il matrimonio, Gesù scende a Capernaum.
Lo accompagnano sua madre, i suoi fratelli e i suoi discepoli.
Giovanni chiude la scena con una transizione semplice. Rimasero là alcuni giorni.
Il racconto prepara il passaggio a ciò che verrà dopo, ma lascia stabilito che il primo segno ha già rivelato la gloria di Gesù davanti ai suoi discepoli.
Implicazioni
- Gesù agisce secondo il tempo di Dio: la sua ora non è determinata dalla pressione umana.
- Gesù non è sotto autorità umana nella sua missione: anche il suo rapporto familiare rimane subordinato al proposito del Padre.
- L’ubbidienza alla parola di Gesù è centrale: Maria dice ai servitori di fare tutto ciò che egli dirà loro.
- Il segno rivela la gloria di Cristo: Giovanni spiega esplicitamente il proposito del miracolo.
- Gesù ha potere sulla creazione: trasforma l’acqua in vino mediante la sua autorità.
- Ciò che Gesù dà supera ciò che era atteso: il vino buono appare alla fine e sorprende il maestro di tavola.
- La fede dei discepoli è rafforzata dalla rivelazione di Cristo: videro la sua gloria e credettero in lui.
Applicazioni
- Sottometti le tue aspettative all’autorità di Gesù: egli agisce secondo la volontà di Dio, non secondo la pressione umana.
- Ascolta e ubbidisci alla parola di Cristo: «Fate tutto quel che vi dirà» rimane una risposta adatta davanti a lui.
- Riconosci la gloria di Gesù nelle sue opere: i suoi segni non cercano di intrattenere, ma di rivelare chi egli è.
- Confida nel tempo del Signore: la sua ora e le sue azioni sono sotto il proposito perfetto di Dio.
- Non fermarti solo al beneficio esterno di ciò che Gesù fa: guarda la gloria che le sue opere rivelano.
- Credi in Gesù con una fede che cresce contemplando chi egli è.
Riassunto
In Giovanni 2:1–12, Gesù partecipa con i suoi discepoli a un matrimonio a Cana di Galilea. Quando il vino viene a mancare, sua madre gli presenta la situazione, ma Gesù chiarisce che il suo agire non sarà guidato dalla pressione umana, perché la sua ora non è ancora venuta. Poi Maria indica ai servitori di fare tutto ciò che egli dirà loro. Gesù ordina di riempire d’acqua sei recipienti usati per la purificazione dei Giudei, e poi comanda di portarne al maestro di tavola. L’acqua diventa vino, e il maestro di tavola si sorprende perché il vino buono è stato conservato fino ad allora. Giovanni spiega che questo fu il primo segno di Gesù, compiuto a Cana di Galilea, per mezzo del quale manifestò la sua gloria; e i suoi discepoli credettero in lui.
Preghiera
Padre nostro, ti ringraziamo perché in Gesù Cristo hai rivelato la tua gloria.
Signore, aiutaci a sottometterci all’autorità di tuo Figlio e a confidare nel suo tempo perfetto. Liberaci dal voler dirigere le sue opere secondo le nostre aspettative, e insegnaci a ubbidire alla sua parola con umiltà.
Permettici di guardare oltre ciò che è esterno e di riconoscere la gloria di Cristo in ciò che egli fa. Rafforza la nostra fede, come rafforzasti la fede dei suoi discepoli a Cana.
Fa’ che impariamo ad ascoltare, ubbidire e credere in Gesù, riposando nel fatto che egli agisce secondo la tua volontà e rivela l’abbondanza della tua grazia.
Te lo chiediamo nel nome del nostro Signore Gesù Cristo. Amen.
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